HOME
CAMERE-PREZZI
LOCALITY
CONSIGLI
DOVE SIAMO
Marsala
Avviso
  

Sbarco dei 1000 a Marsala (11 maggio 1860):
 Marsala_1860-Sbarco_dei_Mille










Garibaldi a Rampigallo:
garibaldi_rampigallo


















Garibaldi a Salemi:

imagesCAHN8LU4










MUSEI a Marsala:


1.
Museo Archeologico "Baglio Anselmi" - con relitto di  nave punica. - via Lungomare Boeo n°30-91025 Marsala (TP)
Aperto: da lunedì a domenica dalle ore 09.00 alle ore 18.00.

2. Complesso monumentale S.Pietro "Museo Garibaldino" - via L.Anselmi Correale.
Aperto: da lunedì a domenica dalle ore 09.00 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

3. Museo degli Arazzi Fiamminghi - via Garaffa n° 57.
Aperto:
martedi, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 09.30-13.00/16.30-18.00;
domenica dalle ore 09.30-12.30;
lunedì chiuso.

4. Museo del Sale - c.da Ettore infersa n°158.
Aperto: da lunedì a domenica 09.30 -20.00 compreso i festivi.

5. Isola di Mozia "Museo Whitaker"
Aperto: 
dal 1° nov. al 31 mar. 09.30-15.00;
dal 1° apr. al 31 magg. 09.30-13.00/14.30-18.00;
dal 1° giu. al 15 sett. 09.30-13.00/14.00-18.30;

dal 16 sett. al 31 ott. 09.30-13.00/14.30-18.00;
il 25, 26 dicembre ed il 1° gennaio la chiusura è anticipata alle ore 13.00;
traghetti:
da apr. ad ott. 09.00-13/14.30-18;

6. Convento del Carmine "Pinanoteca Comunale" - P.zza Carmine.
Aperto: da lunedì a domenica 10.00 -13.00/18.00-20.00.

7. Chiesa Madre - P.zza Loggia o P.zza della Repubblica.
Aperto: da lunedì a domenica 09.00 -12.00/15.00-19.00.

Museo Baglio Anselmi - "Venere di Marsala".
Venere_di_marsala









Anselmi - "Nave Punica".
nave_punica








Museo isola di Mothia - "Whitaker".
Img_museo_mozia








Satiro di Mazara del Vallo.Satiro_M_delVallo















Museo della Mafia - Salemi (TP).logomuseomafia











Bed and breakfast a Marsala ( Trapani ), vicino le isole di Mothia/Mozia, Santa Maria, Scola e Isola Lunga della laguna dello stagnone ( riserva naturale dello stagnone ); vicino le isole Egadi di Favignana, Marettimo e Levanzo; vicino (circa 5 chilometri) al museo della nave punica; vicino (circa 11 chilometri) aeroporto (Vincenzo Florio) Trapani/Birgi di Marsala; a pochi chilometri (circa 27 chilometri) da Trapani; a pochi chilometri (circa 26 chilometri) da Mazara del Vallo; a pochi chilometri da Erice vetta (circa 37 chilometri); a pochi chilometri (circa 38 chilometri) da Salemi - "Museo della Mafia" - ; a pochi chilometri (circa 45 chilometri) dai Templi di Segesta; a pochi chilometri (circa 63 chilometri ) da San Vito Lo Capo; a pochi chilometri (circa 70 chilometri) dalla riserva dello zingaro.
Ottimo per vacanze a Marsala/Sicilia.

Pipitone G. e Barraco V
____________
ALTRE FOTO:

14_grande







616-06-50-50-2061







Kit_Surf






favignana_01








Marsala_10




erice_01






marettimo_01







mare-sicilia






isola_lunga_01







riserva_zingaro_01







riserva_zingaro_02













segesta_01







segesta_02






marsala_03







selinunte_01






erice_02_1






marsala_ex_biblioteca










bandiera_sicilia







Bed and breakfast in Marsala (Trapani), near the islands of Mothia / Mozia, Santa Maria, Scola and Long Island in the lagoon of the Lagoon (Natural Reserve of the Lagoon), near the islands of Favignana Egadi, Marettimo and Levanzo; airport (about 5 kilometers) to the museum ship's Punic airport (11 km) airport (Vincenzo Florio) Trapani / Birgi of Marsala, a few kilometers (about 27 km) from Trapani, a few miles (26 kilometers) from Mazara del Vallo, in far from Erice (approximately 37 km), a few kilometers (about 38 km) from Salem - "Museum of the Mafia" - and just a few miles (45 kilometers) from the temples of Segesta, a few kilometers (about 63 km) from San Vito Lo Capo, a few miles (70 kilometers) from the Zingaro Nature Reserve.
Great for Holidays in Marsala / Sicily.

Pipitone G. and V. Barraco

 Alojamiento y desayuno en Marsala (Trapani), cerca de las islas de Mozia / Mozia, Santa María, Scola y Long Island en la laguna de la Laguna (Reserva Natural de la Laguna), cerca de las islas de Favignana Egadi, Marettimo y Levanzo; aeropuerto (unos 5 kilómetros) al aeropuerto de la nave museo púnico (11 km) del aeropuerto (Vincenzo Florio) Trapani / Birgi de Marsala, a pocos kilómetros (unos 27 km) de Trapani, a pocos kilómetros (26 kilómetros) de Mazara del Vallo, en lejos de Erice (aproximadamente 37 km), a pocos kilómetros (unos 38 km) de Salem - "Museo de la Mafia" - y sólo unas pocas millas (45 kilómetros) de los templos de Segesta, a pocos kilómetros (unos 63 km) de San Vito Lo Capo, a pocas millas (70 kilómetros) de la Reserva dello Naturaleza.
Gran para sus vacaciones en Marsala / Sicilia.

Pipitone G. y V. Barraco



Giuseppe Pipitone

 

Perchè Cristalli di Sale?!

Spesso trascuriamo di pensare alle cose più naturali e semplici che madre natura ci riserva, come ad esempio il sale da cucina, che tutti i giorni e in tutti i paesi del globo le nostre massaie usano.

Un cristallo che, in tutta spontaneità, immobilizza i suoi atomi legandoli tra di loro dando vita a delle forme di straordinaria bellezza.

Cristalli di questo tipo vengono prodotti nelle saline di Marsala in provincia di Trapani, nella forma più antica di produzione.

   

Viene fatta solitamente a partire dall'acqua di mare, che viene raccolta in vasche impermeabilizzate di grande estensione e bassa profondità;

l'acqua di mare staziona nelle vasche e, per effetto dell'irraggiamento solare, la salamoia si concentra.

Poiché durante la concentrazione si verifica la precipitazione di sali diversi dal cloruro di sodio, la salamoia stessa viene trasferita, col crescere della concentrazione, a vasche diverse.

Le prime vasche, in cui non si ha precipitazione, sono dette evaporanti; quelle in cui precipitano i sali di calcio (se esistono) decalcificanti.

Raggiunta la concentrazione di circa 300 g/l di NaCl (cloruro di sodio), la salamoia viene passata nelle vasche cristallizzanti, in cui si ha precipitazione del cloruro di sodio.

Il cloruro di sodio solido depositatosi sul fondo delle vasche cristallizzanti viene quindi raccolto con macchine dette coltivatori ed inviato alla fase successiva di raffinazione.

Scopo della raffinazione è l'eliminazione dei sali diversi dal cloruro di sodio. Tale eliminazione si ottiene mediante lavaggio in controcorrente con acqua quanto più pura possibile: si ottiene così un cloruro di sodio con titolo di NaCl oltre il 99,5%, che viene essiccato e commercializzato come sale marino.

In Italia, le maggiori saline, oltre a quella di Marsala, si trovano a Margherita di Savoia, Cervia e Cagliari.

Vediamo un po' da vicino la città di Marsala:


marsala_06 









Marsala, (Maissàla)  in dialetto, dall'arabo Marsa Alì = porto di Alì / porto grande o, secondo altre interpretazioni, sempre dall'arabo Marsa Allah = porto di Allah / porto di Dio) è una città italiana di 82.596 abitanti della Provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia. Marsala è per numero di abitanti la prima città della Provincia di Trapani e la quinta città della Sicilia (dopo Palermo, Catania, Messina e Siracusa), nonché la 63a città più grande d'Italia.[1] È Città del Vino dal 1987.

Nei suoi 250km quadrati di estensione ha un ricco patrimonio culturale e paesaggistico, nel suo territorio comprende, ad esempio, la riserva naturale regionale delle Isole dello Stagnone di Marsala.

Sorge sulle rovine dell'antica città punica di Lilibeo (Lilibeum in latino), dal cui nome deriva l'appellativo di "lilibetani"o marsalesi per i suoi abitanti.

La sua fondazione è strettamente legata a quella di Mozia, una delle isole dell'arcipelago, fondata nel VIII a.C., che è stata un'importante città fenicio-punica. Rappresenta la Capitale mondiale dell'Archeologia Navale[senza fonte], poiché nel Museo del Baglio Anselmi vi sono custoditi i resti di una nave punica, unico reperto archeologico al mondo di imbarcazione da combattimento; risalente al 241 a.C., anno delle guerre puniche

combattute davanti al mare di Lilybeo. Durante la prima delle tre guerre puniche, fu assediata dai romani, e difesa dal comandante punico Imilcone. Da qui lo storico assedio di Lilibeo, di cui ebbero la meglio proprio i romani.

Attualmente, dopo decenni di edilizia selvaggia e di amministrazioni incuranti del patrimonio e in previsione della realizzazione di un parco archeologico, è in corso lo scavo di una vasta area della città, da sempre custodita dalle istituzioni ma mai scavata, ovvero l'area dove sorgeva l'antica città cartaginese prima, e romana poi, di Lilibeo. Gli scavi avevano avuto avvio negli anni settanta con il rinvenimento di un'insula romana. Gli anni 2000 stanno segnando una svolta: non ultime le scoperte del decumano massimo, della Venere Callipige del II secolo e di innumerevoli tracce di civiltà antiche (camere mortuarie, pavimentazioni, utensili, resti di abitazioni e di strade). In particolare, nel 2007, nello scavo di San Giovanni, è stata rinvenuta la pavimentazione cinquecentesca dell'omonima chiesa, e nello scavo adiacente ad essa, una colonna crollata su una pavimentazione in marmo bianco. In tutti gli scavi dell'area, gli strati di terra visibili sono un mix di terra e pezzi di terracotta, anfore, monete, e vari segni dell'antica civiltà. Nel mese di luglio del 2008, è stata scoperta una statua di Iside, e diverse scritture che anticipano la presenza di un tempio di Ercole nella zona archeologica di Porta Nuova, destinata ad occupare una posizione centrale nel contesto delle città puniche della Sicilia (Mozia e Lilibeo, due delle quattro città puniche della Sicilia insieme a Solunto e Palermo, si trovano a Marsala).

Si estende sulla costa occidentale della Sicilia nel territorio del comune di Marsala, nel tratto di mare compreso tra capo San Teodoro e capo Boeo o Lilibeo.

La riserva prende il nome di "Stagnone" una laguna, la più vasta della Sicilia, caratterizzata da acque basse (0.5 - 2 m) e compresa tra le quattro isole di San Pantaleo (Mozia), Isola Grande, Schola e Santa Maria. La laguna si è formata in tempi relativamente recenti (non esisteva all'epoca della colonizzazione fenicia di Mozia) in seguito ai movimenti della sabbia dovuti alle correnti sottomarine che hanno creato l'Isola Grande intorno a due originari isolotti. La nascita dell'isola ha chiuso una parte di mare in origine aperta e qui, non essendoci correnti necessarie al ricambio, l'acqua è divenuta stagnante, con una temperatura al di sopra del normale.

L'attività principale dello Stagnone era quella delle saline che si esercitava facendo evaporare l'acqua incanalata in speciali laghetti, per poi raccogliere il sale. Il pompaggio dell'acqua e la macinazione del sale erano svolte per mezzo di mulini, alcuni ancora conservati.

Le Isisola_lunga_01ole della LAGUNA:

· L'Isola Grande o Isola Lunga è l'affioramento sabbioso più grande dello Stagnone. La sua formazione, piuttosto recente, ha dato origine alla laguna. Era formata da due isolotti rocciosi, che si unirono formando la lunga isola, probabilmente per l'allargamento dei depositi di sale molto sfruttati dai Fenici. Vi si trovano oggi alcune saline in stato di abbandono, un bosco e alcune spiagge di sabbia fine. Ospita una delle poche popolazioni esistenti di Calendula marittima.
isola_Scola· Schola è la più piccola delle isole dello Stagnone (forma ovale di circa 80 x 50 m), collocata tra Mozia e l'Isola Grande. Durante il periodo
romano vi era una scuola di retorica, dalla quale deriva il toponimo. Attualmente vi si trovano tre edifici degli anni '30 ed una cisterna, il tutto in stato di abbandono. L'isola è di proprietà del comune di Marsala.
· Santa Maria è un'isola a nord dello Stagnone a forma di laccio. Il nome deriva dal santuario di Santa Maria Valleverde.mothia_veduta_aerea
·
Mozia (oggi S.Pantaleo) è la più importante delle isole dello Stagnone dal punto di vista paesaggistico e archeologico. Antica colonia fenicia, ha una forma circolare Mozia (anche nota come Mothia, Motya), oggi San Pantaleo, è un'isola dello Stagnone di Marsala, in provincia di Trapani. Sull'isola era situata l'antica città fenicia omonima. L'isola si trova di fronte alla costa occidentale della Sicilia, tra l'Isola Grande e la terraferma, ed appartiene alla Fondazione Whitaker.

Le Isole maggiori:

marettimo_panoramico
Marettimo
, l'antico toponimo greco dell'isola, citato da Polibio, era Hierà Nésos, che significa "Isola Sacra". Il nome attuale deriva molto probabilmente da "Marìtima", nome latino dell'Isola che compare già nell'Itinerario Antonino del I[II secolo d.C.] Alcuni studiosi suggeriscono che l'origine del nome sia da ricercare nell'abbondante presenza del timo selvatico. Questa non è tuttavia l'unica tipologia di erba che cresce spontaneamente nell'isola, il cui clima del tutto particolare ha contribuito allo sviluppo di una flora straordinaria.Le antiche popolazioni di questa ristretta area del Mediterraneo (Fenici, Elimi, Sicani) le attribuirono il carattere di sacralità di cui ancora oggi si può godere. Secondo la teoria trapanese dell'Odissea (nata ad opera di Butler e proseguita da altri studiosi, tra cui alcuni contemporanei, come Girolama Sansone Virgilio), Marèttimo verrebbe a coincidere, dal punto di vista geografico, con Itaca, la patria di Ulisse. Sarebbe lo stesso eroe ad indicarne la posizione. Diversi autori citano Hierà come il luogo dove venne firmato il trattato di pace tra Romani e Punici-Cartaginesi dopo la drammatica Battaglia delle Isole Egadi del 10 marzo del 241 a.C., che vide Amilcare Barca e le proprie navi sconfitti dalle pentere e trireme dotate di rostri dei Romani comandati da Lutazio Catulo. Il castello di Punta Troia, edificato in periodo normanno (circa 1140) sui resti di una preesistente torre di avvistamento, venne in seguito usato anche come carcere. Nel periodo borbonico all'interno delle sue anguste e buie celle fu detenuto anche Guglielmo Pepe. Marettimo si è staccata dalla terraferma diversi millenni prima delle altre due isole dell'arcipelago. Il risultato è che ci sono varie piante endemiche, come il Cavolo delle Egadi e la finocchiella di Boccone, arbusto che cresce sulle rupi attorno al Semaforo. Degne di nota le diverse grotte, raggiungibili solo dal mare; i fenomeni carsici; i fondali alcuni dei quali sono parte della riserva naturale delle Egadi. Il punto più alto dell'isola è il Monte Falcone (686 m). L'isola è percorsa da vari sentieri.
Favignanaaaaa
Favignana presenta alcune
tracce preistoriche di insediamenti umani; è menzionata da Tucidide come sede di un insediamento fenicio. Vi si trovano i resti di un cimitero paleocristiano. Nel 1081 i Normanni vi realizzarono un villaggio e possenti fortificazioni, il forte San Giacomo (attualmente non visibile perché all'interno del carcere in paese di cui è prevista la demolizione non appena completato quello nuovo appena fuori il centro abitato) e quello di Santa Caterina (in cima alla montagna ed in stato di completo abbandono e pericolante, raggiungibile a piedi tramite una via recentemente pavimentata e provvista di illuminazione comunque non funzionante a causa della mancata manutenzione). Nel periodo angioino nacquero le due tonnare. Nel 1874 l'isola appartenne ai Florio che ne potenziarono le tonnare e vi costruirono una villa in stile liberty. Favignana è famosa per le sue cave di tufo (in realtà è impropriamente detto 'tufo' perché quella di Favignana è una calcarenite e non una roccia di origine vulcanica come è il vero tufo), per le grotte e per l'antica tradizione della pesca del tonno con la tonnara, di derivazione araba.La tonnara di Favignana è una delle ultime rimaste in attività in Italia, e ogni anno, nel mese di maggio, vi si svolge la Mattanza, la pesca dei tonni che attira molti turisti ed appassionati. La mattanza è attualmente un'attività prevalentemente folkloristica, inoltre a causa del ridotto numero di tonni pescati non è economicamente produttiva ed è destinata a finire nonostante le sovvenzioni per mantenerla attiva. Nel 2009 le reti non sono state calate e la mattanza non è avvenuta. Favignana fa parte della riserva naturale delle isole Egadi istituita nel 1991. L'isola è abbastanza brulla e ospita la tipica macchia mediterranea e la gariga. La vegetazione è quindi costituita da Oleastro, Lentisco, Carrubo, Euforbia e Sommacco. Vi sono alcuni interessanti endemismi quali il cavolo marino (Brassica macrocarpa), il fiorrancio marittimo (Calendula maritima), la finocchiella di Boccone (Seseli bocconi). Uno studio degli anni '60 sulla vegetazione delle Egadi riporta a Favignana circa 570 specie. Nell'area est dell'isola vi sono molti giardini detti ipogei, curati e coltivati all'interno delle cave di tufo ormai dismesse.È una delle poche isole minori siciliane in cui sia presente una popolazione di rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus).

Levanzo_2045-02-00-44-7784
Levanzo
è la più piccola delle
Isole Egadi, con una superficie emersa di appena 5 km2; fa parte della provincia di Trapani. È costituita da rocce calcaree bianche che presentano numerose grotte. L'antico nome romano dell'isola era Phorbantia, dal nome di una particolare spezia presente nel posto. Il paese è composto da uno sparuto gruppo di case munite di un piccolo porticciolo, che dista circa 15 km da Trapani. È priva di strade rotabili, a parte un piccolo tratto di strada asfaltata che conduce alla spiaggia del Faraglione. Tale condizione di arretratezza tecnologica spiega l'integrità della sua bellezza paesaggistica. Il promontorio più alto è il pizzo Monaco, a 270 metri s.l.m. Sulla costa si affacciano alcune grotte, la più nota delle quali è la Grotta del Genovese, con le sue incisioni e pitture rupestri di 11000 anni fa. Attraverso l'analisi stratigrafica, è stato possibile effettuare una delle pochissime datazioni al carbonio-14 della preistoria siciliana, che ha indicato l'anno 9230 a.C. (epigravettiano evoluto): la presenza nella sequenza stratigrafica di un frammento calcareo di notevoli dimensioni, con un bovide inciso, di stile del tutto affine alle raffigurazioni parietali sulle pareti, ha permesso di ottenere questa datazione assoluta.
__________________
ALTRE FOTO:___
-





Site Map